No all’uso della curva, un danno per il Barletta 1922 e il suo pubblico

No all’uso della curva, un danno per il Barletta 1922 e il suo pubblico

Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto il diniego da parte delle autorità preposte, alla proposta di utilizzo della curva attualmente destinata al settore ospiti da parte del pubblico barlettano. E’ una decisione che ci lascia nel rammarico e nello sconforto, una decisione che danneggia la società Barletta 1922 e soprattutto la cittadinanza.

Al fianco della società GSD Audace Barletta (che nonostante l’evidente danno economico che la scelta avrebbe loro causato ha agito nell’interesse della collettività) abbiamo attivato le procedure previste dal regolamento campionati regionali al fine di arrivare alla chiusura settore ospiti per le gare di campionato con conseguente utilizzo della tifoseria locale. Nonostante la nostra azione svolta nel totale rispetto delle regole la risposta delle autorità preposte alla nostra iniziativa è stata negativa.

Queste decisione ci rammarica e non rende merito allo sforzo che ci aveva portato a rinunciare all’iter per la riapertura parziale del “Puttilli”. Ci era stato chiesto da parte delle autorità un passo indietro utile a convogliare tutte le energie verso il recupero totale di un impianto che lo ricordiamo è tristemente chiuso dal 2015 e che dovrebbe (il condizionale è sempre d’obbligo) aprire le porte nella parte finale del 2020. Rinunciare al “Puttilli” per noi significa perdere appeal, sponsor ed introiti preziosissimi.

Il richiamo al buon senso ed a quello che sarebbe stato comunque un contentino è caduto, purtroppo, nel vuoto. A perdere è chi come noi ogni giorno profonde sforzi per salvaguardare la tradizione calcistica della città ma soprattutto chi come il nostro pubblico è costretto a vivere un’altra stagione sugli spalti di un impianto poco confortevole, un impianto nel quale è utopico pensare di poter attrarre famiglie e bambini, ovvero l’essenza del calcio.

Alla luce di tutto questo l’ASD Barletta 1922 annuncia la possibilità concreta di abbandonare il “Manzi-Chiapulin” per disputare le partite casalinghe fuori dal territorio cittadino. Anche solo prendere in considerazione questa possibilità ci rammarica, ma vogliamo lanciare un segnale forte a chi non comprende gli sforzi da noi profusi per tentare di tenere in vita una società che, vogliamo ricordarlo, porta il nome della nostra città in giro per la Puglia ed aspira a portarlo in giro per l’Italia come del resto accaduto per decenni. Nella speranza che le autorità preposte possano prendere ancora in considerazione la nostra proposta, ricordiamo che se questa è stata formulata è solo per il bene del pubblico e del cittadino barlettano, sempre in attesa di poter rientrare nella propria casa.